13/12/2009
Pompe funebri
Barzelletta sulle pompe funebri
Nel medio Evo la media di vita degli uomini era di 40-45 anni e l'assistenza sanitaria inesistente.
Quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva chiamato il "medico condotto", il quale, per verificare l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto.
Il modo più comune utilizzato a quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi (quasi sempre l'alluce).
Nel dialetto del popolino, il medico assunse così il nome di "beccamorto".
Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere.
La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo figlio maschio.
Tuttavia, verso la fine del medioevo accadde qualcosa che cambiò il futuro dei beccamorti.
Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio, la moglie partorì 4 figlie femmine.
Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, domandò alla chiesa la dispensa per poter tramandare la professione alla propria figlia femmina, la quale, dopo aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto.
Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe.
La ragazza era indecisa su dove infliggere il morso, e alla fine, prese una decisione....
Nacquero così le pompe funebri...
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Preghiera
Ti ringrazio di avermi fatto provare le difficoltà...
perché ho imparato l'arte di sopravvivere.
Ti ringrazio di avermi fatto incontrare l'arroganza...
perché ho capito il valore dell'umiltà.
Ti ringrazio di avermi concesso la sofferenza...
perché ho diviso il pane della solidarietà.
Ora vorrei rivolgerti una preghiera:
....non sarebbe possibile una botta di culo?
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03/12/2009
Lezioni di vita n.4

Un cavallo depresso si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il fattore disperato, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario.
Questi, arrivato in loco, visita l'animale e dice al fattore: "Casi così sono gravi; l'unica è provare per un paio di giorni a dargli queste pillole. Se non reagisce sarà necessario abbatterlo".
Il maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo: "Alzati, alzati, altrimenti butta male!!!"
Ma il cavallo non reagisce e gira la testa di lato.
Il secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le pillole, dicendo poi al fattore: "Non reagisce, aspettiamo ancora un pò, ma credo non ci sia niente da fare".
Il maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo: "Devi ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!!!".
Ma il cavallo niente.
Il terzo giorno il veterinario verifica l'assenza di progressi e, rivolto al fattore: "Dammi la carabina: è ora di abbattere quella povera bestia."
Il maiale corre disperato dal cavallo: "Devi reagire, è l'ultima occasione, ti prego, stanno per ammazzarti!!!"
Il cavallo allora si alza di scatto e comincia a correre, saltare gli ostacoli ed accennare passi di danza.
Il fattore è felicissimo e rivolto al veterinario gli dice: "Grazie, grazie. Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un miracolo!". Dobbiamo assolutamente fare una grande festa. Su, presto, ammazziamo il maiale!!!".
Morale della favola :
Fatti sempre i cazzi tuoi !
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Lezioni di vita n.3

Un piccolo uccellino stava volando verso sud per svernare, ma il tempo era talmente rigido che l’uccellino, congelato, cadde a terra stremato.
Mentre era a terra sopraggiunse una mucca che fece i suoi bisogni sopra di lui.
Ricoperto di sterco, l’uccellino realizzò quanto questo fosse caldo: lo sterco lo stava preservando dal freddo!
Quindi se ne stette li sotto caldo e felice, e iniziò a cantare per la gioia.
Ma un gatto che passava da quelle parti sentì l’uccellino cantare e, seguendo il canto, scoprì l’uccellino, scavò nello sterco, lo tirò fuori e se lo mangiò in un solo boccone!
Morale della favola :
1) Non è detto che chi ti ricopre di merda sia un tuo nemico.
2) Non è detto che chi ti tira fuori dalla merda sia un tuo amico.
3) E soprattutto quando sei ricoperto dalla merda, ti conviene tenere la bocca chiusa!
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Lezioni di vita n.2
Un tacchino se ne stava a chiacchierare con un toro "Mi piacerebbe molto essere capace di raggiungere la cima di quell’albero là" singhiozzò il tacchino, " ma non penso di avere l’energia e la forza necessarie".
"Beh, perché non mangi un pò dei miei escrementi?" replicò il toro, "sono pieni di alimenti nutrienti”.
Il tacchino ascoltò il consiglio e dopo aver mangiato un pò di sterco del toro vide che effettivamente aveva più forza, tanto da riuscire a raggiungere il primo ramo dell’albero con un salto.
Il giorno successivo mangiò ancora più sterco e raggiunse il secondo ramo.
Dopo qualche giorno e razioni sempre maggiori di sterco, il tacchino riuscì finalmente a raggiungere la cima dell’albero tanto agognata.
Ma improvvisamente comparve il fattore, che lo vide sulla cima dell’albero e gli sparò pensando che fosse impazzito.
Morale della favola: mangiare merda può aiutarti ad arrivare in cima, ma non serve per rimanere ai vertici.
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Lezioni di vita n.1
Un corvo se ne stava appollaiato su un ramo, non facendo nulla per tutto il giorno.
Un piccolo coniglietto notò il corvo e gli chiese: "Posso sedermi anch’io e non fare niente per tutto il giorno?"
Il corvo rispose: "Certo, perché no".
Così, il coniglio si sedette per terra sotto l’albero e si fermò anche lui a non fare niente.
Poco dopo, arrivò improvvisamente una volpe che saltò sul coniglietto e se lo mangiò!
Morale della favola: Se vuoi startene seduto a non fare niente, devi sederti molto ma molto in alto.
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La preghiera dello stressato
E inoltre, aiutami a stare attento ai piedi che pesto oggi, perchè potrebbero essere collegati al culo che potrei dover baciare domani.
Aiutami sempre a dare il 100% al lavoro....
12% al Lunedì
23% al Martedì
40% al Mercoledì
20% al Giovedì
5% al Venerdì
E aiutami a ricordare...quando ho proprio una brutta giornata e sembra che tutti cerchino di rompermi le palle, che ci vogliono 42 muscoli per aggrottare il viso e solo 4 per stendere il mio dito medio e mandarli a cagare!
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